Spese deducibili per influencer in Spagna: cosa puoi scaricare
Un influencer autonomo in Spagna può dedurre tutte le spese direttamente collegate alla sua attività: attrezzatura di ripresa, software di montaggio, la quota proporzionale di telefono e internet, formazione, servizi esterni e, se lavora da casa, una percentuale di affitto e utenze. Perché il fisco accetti una deduzione, la spesa deve essere giustificata con fattura a tuo nome, necessaria per generare reddito e registrata nei tuoi libri contabili.
Cosa richiede il fisco per accettare una spesa
Pagare qualcosa mentre sei autonomo non basta perché sia deducibile. La spesa deve rispettare tre condizioni: essere collegata alla tua attività economica, essere giustificata dalla documentazione corretta e comparire nella tua contabilità. Se non riesci a spiegare a cosa serve nel tuo lavoro di creator, verrà respinta in un controllo.
Le spese deducibili più comuni
- Attrezzatura: fotocamera, microfono, illuminazione, treppiedi, computer.
- Software e abbonamenti: programmi di editing video/foto, librerie musicali royalty-free, strumenti di pianificazione.
- Telefono e internet: solo la quota proporzionale usata per lavoro.
- Casa, se lavori da casa: puoi dedurre una percentuale di affitto o mutuo in base ai metri quadri dedicati all'attività, più circa il 30% di quella quota sulle utenze come luce o acqua.
- Servizi esterni: video editor, grafico, community manager, commercialista.
- Formazione legata alla tua attività di creator.
- Assicurazioni: sanitaria e responsabilità civile professionale.
- Diarie e trasferte di lavoro, entro i limiti fissati dal fisco.
- Contributi da lavoratore autonomo e previdenza sociale.
Se collabori regolarmente con i brand, molte di queste spese si sovrappongono alla gestione di più collaborazioni contemporaneamente: più campagne segui, più conviene automatizzare la registrazione di ogni spesa collegata.
Cosa non ammette il fisco (o controlla con attenzione)
Abbigliamento e trucco di uso quotidiano non sono deducibili, anche se compaiono nei tuoi video: il fisco presume che servano anche alla vita privata. È ammesso solo in casi molto specifici, come un costume o un accessorio usato esclusivamente per una ripresa puntuale. Non puoi nemmeno dedurre spese personali travestite da "contenuto", né fatture non intestate a te.
Fattura, non scontrino
Per dedurre una spesa da IVA e imposta sul reddito serve una fattura completa, non un semplice scontrino. Conserva tutte le fatture per il periodo previsto dalla legge e tieni la contabilità in ordine: ti eviterà problemi se il Fisco ti chiede di giustificare una spesa.
Se vuoi prima ripassare le basi, trovi la voce di glossario sulla fiscalità per i creator di contenuti.
Come si inserisce tutto questo nelle tasse trimestrali
Le spese deducibili riducono il reddito netto su cui paghi le imposte (modelo 130) e influiscono sull'IVA che liquidi ogni trimestre (modelo 303). Se fatturi a brand esteri, ricorda che il trattamento IVA cambia: non si include IVA spagnola e l'operazione si dichiara nel modelo 349, come spieghiamo in fatturare a un brand straniero. E se ricevi un prodotto invece di denaro, consulta la nostra guida su come dichiarare i regali dei brand, perché ha un trattamento fiscale proprio.
Domande frequenti
Posso dedurre i vestiti che indosso nelle mie collaborazioni? In generale no. Il fisco considera che abbigliamento e trucco quotidiani servano anche alla vita privata, quindi ammette la deduzione solo in casi ben giustificati di outfit esclusivi per un progetto specifico.
Serve la fattura per dedurre una spesa? Sì. Uno scontrino non basta per dedurre IVA e imposta sul reddito; serve una fattura completa intestata a te o alla tua attività.
Posso dedurre parte dell'affitto se giro contenuti a casa? Sì, in proporzione ai metri quadri dedicati all'attività, con una percentuale aggiuntiva sulle utenze come luce o internet.
Cosa succede se le mie spese deducibili superano i ricavi? Può succedere, soprattutto agli inizi. Dichiarare una perdita è legale se le spese sono reali e giustificate, ma se si ripete per più anni consecutivi il fisco può chiedere spiegazioni sulla sostenibilità dell'attività.