Se un brand ritarda il pagamento di una collaborazione, la prima cosa da fare è controllare il contratto per verificare la vera data di scadenza, inviare un promemoria cortese allegando di nuovo la fattura e, se il ritardo continua, applicare l'interesse di mora concordato o contattare un'altra persona all'interno del brand. Non sei solo in questo: secondo un'indagine della piattaforma di pagamenti Tipalti, più della metà dei creator ha subito ritardi nei pagamenti nell'ultimo anno, e quasi tre su quattro hanno smesso di collaborare con un brand dopo essersi sentiti sottovalutati.
Perché i pagamenti dei brand sono così spesso in ritardo
La maggior parte dei brand lavora con termini di pagamento di 30, 60 o addirittura 90 giorni dalla fattura, non dalla pubblicazione del contenuto. A questo si aggiunge che i team marketing e quelli finance/contabilità (che effettivamente autorizzano il pagamento) non sono sempre coordinati, generando ulteriori ritardi che nulla hanno a che fare con la malafede. Più brand e campagne gestisci, più questo disallineamento si accumula.
I passi da seguire quando un brand paga in ritardo
- Controlla il contratto e la data di maturazione. Verifica i termini concordati (Net 30, Net 60...) e da quando decorrono davvero. Un contratto di collaborazione ben scritto dovrebbe chiarirlo.
- Invia un promemoria professionale. Un messaggio breve, con la fattura allegata di nuovo e il numero di riferimento, risolve la maggior parte dei casi senza tensioni.
- Applica la penale di ritardo se concordata. Alcuni creator applicano una maggiorazione intorno al 10%, che aumenta a ogni mese di ritardo — ma è esigibile solo se era prevista nell'accordo iniziale.
- Documenta tutto per iscritto. Conserva email e messaggi: ti serviranno se il ritardo diventa un reclamo formale.
- Fai escalation o rivaluta il rapporto. Se il pattern si ripete, contatta un'altra persona nel brand o valuta se vale la pena continuare la collaborazione.
Come prevenirlo dall'inizio
La miglior difesa è concordare le condizioni di pagamento prima di accettare la campagna, non dopo. Inserisci scadenze precise e una clausola di penale in ogni accordo, e appoggiati alla tua rate card per chiarire fin dal primo contatto cosa ti aspetti. Inoltre, in molti paesi l'obbligo di fatturazione nasce quando il servizio viene erogato, non quando viene pagato: non aspettare quindi il pagamento per emettere la fattura.
Gestire il problema su scala agenzia
Quando gestisci decine di creator e brand contemporaneamente, il disallineamento delle scadenze si moltiplica: ogni campagna ha il proprio calendario di pagamento, la propria valuta e, sempre più spesso, i propri obblighi di rendicontazione fiscale. I report di settore indicano requisiti di tracciabilità dei pagamenti ai creator più stringenti in Europa a partire dal 2027. Centralizzare campagne, fatture e stati di pagamento in un unico strumento — invece di fogli di calcolo separati per cliente — è il modo più realistico per individuare un ritardo prima che diventi un problema di liquidità.
Domande frequenti
Quanto tempo impiega di solito un brand a pagare un influencer? I termini abituali sono Net 30, Net 60 o addirittura Net 90 giorni dalla fattura, in base alle dimensioni del brand e al fatto che tu lavori tramite un'agenzia o una piattaforma intermediaria.
Posso applicare interessi di mora a un brand che paga in ritardo? Sì, purché sia stato concordato nel contratto o nel preventivo accettato. Sono comuni maggiorazioni tra l'1,5% mensile e il 10% cumulativo per mese di ritardo.
Devo fatturare anche se il brand non ha ancora pagato? Sì. L'obbligo di emettere fattura nasce di norma quando il servizio viene erogato o il contenuto pubblicato, non quando arriva il denaro. Ritardare la fattura in attesa del pagamento può creare problemi fiscali.
Cosa fare se il brand smette di rispondere? Fai escalation a un altro contatto nell'azienda, invia una richiesta formale scritta e, come ultima risorsa, valuta un'azione legale o una mediazione. Documentare ogni scambio precedente è fondamentale per sostenere qualsiasi reclamo.