Come etichettare i contenuti sponsorizzati da influencer
Etichettare correttamente un contenuto pubblicitario significa segnalare, in modo visibile e fin dal primo secondo, che quel post è una collaborazione pagata o un regalo di un brand; termini vaghi come "ad" o "collab" non bastano più per la CNMC spagnola, che nel 2026 ha intensificato i controlli sui creator. Se gestisci più campagne con brand diversi in contemporanea, questo è il dettaglio che quest'anno sta generando più sanzioni.
Cosa richiede la normativa nel 2026
In Spagna convivono due livelli di regole:
- Il Regio Decreto 444/2024, vincolante solo per gli "utenti di particolare rilevanza": creator con un milione di follower su una piattaforma (o due milioni sommando tutte) e oltre 300.000 € di ricavi annui.
- Il Codice di Condotta sulla Pubblicità tramite Influencer, promosso da Autocontrol, AEA e IAB Spain, in vigore dal 1° ottobre 2025. È volontario, ma marchi come L'Oréal Groupe o Dentsu richiedono già, dal 2026, la certificazione AdEthics per collaborare con un creator: nella pratica riguarda quindi tutto il settore.
La CNMC (l'autorità spagnola della concorrenza) vigila sull'applicazione. Il 3 giugno 2026 ha aperto cinque procedimenti formali contro "utenti di particolare rilevanza" per non aver identificato correttamente contenuti pubblicitari, e il 17 luglio il bollettino ufficiale spagnolo (BOE) ha confermato un contratto di assistenza tecnica per monitorare sistematicamente i video di questo gruppo.
Gli errori che causano più sanzioni
Secondo la stessa CNMC, il criterio è semplice: l'utente deve riconoscere subito la pubblicità, senza aspettare la fine del video né cercare una scritta minuscola. Gli errori più comuni:
- Usare termini ambigui ("collab", "sp", "partnership") invece di "pubblicità" espressa chiaramente.
- Inserire l'avviso solo nella didascalia e non nel video o nell'immagine stessa.
- Non segnalare regali, viaggi pagati o inviti a eventi, anche se non c'è un pagamento in denaro.
- Dimenticare l'avviso su repost, storie o contenuti ripubblicati dal profilo del brand.
- Non dichiarare l'uso dell'IA (voce clonata, avatar, immagine generata) in un contenuto sponsorizzato.
Uno studio citato dai regolatori europei ha rilevato che il 77% dei contenuti analizzati non rispettava parte di queste regole di identificazione: il margine di errore reale è quindi molto più ampio di quanto sembri.
Come organizzarti se lavori con più brand
Più collaborazioni gestisci in parallelo, più facile è che un post sfugga senza etichetta. Alcune pratiche utili:
- Inserisci l'esatta richiesta di etichettatura di ogni brand nel contratto di collaborazione, invece di affidarti alla memoria.
- Crea una checklist per ogni contenuto: dove va l'avviso, a che secondo, con quale parola esatta.
- Se gestisci un roster di creator da un'agenzia, centralizza in un unico posto quale campagna richiede quale tipo di etichettatura, per non mischiare i criteri tra brand.
È qui che uno strumento di gestione campagne fa la differenza rispetto agli appunti sparsi: ogni attività di contenuto può portare associato il requisito di etichettatura di quel brand specifico, lasciando una traccia nel caso in cui la CNMC chieda spiegazioni.
Cosa succede se non etichetti correttamente
La CNMC può aprire un procedimento sanzionatorio contro il creator, il brand e l'agenzia coinvolta. Le sanzioni si sono inasprite nel 2026, con un focus particolare sulla protezione dei pubblici più giovani dalla pubblicità occulta.
Domande frequenti
Basta scrivere "#ad" nella didascalia? Non sempre. La CNMC richiede che l'avviso sia visibile e comprensibile immediatamente: nei video deve comparire nei primi secondi e restare visibile per tutta la riproduzione, non solo nel testo che lo accompagna.
Devo segnalare un regalo di un brand anche senza pagamento in denaro? Sì. Sia il Regio Decreto 444/2024 sia il Codice Autocontrol considerano pubblicità qualsiasi contropartita, inclusi prodotti gratuiti, viaggi o inviti a eventi.
La CNMC può sanzionare solo l'influencer? No. Può aprire un procedimento contro il creator, il brand e l'agenzia che ha gestito la collaborazione, poiché la responsabilità dell'identificazione è considerata condivisa.
Riguarda solo i macro-influencer? La legge (Regio Decreto 444/2024) è vincolante solo per gli "utenti di particolare rilevanza", ma il Codice Autocontrol e le richieste dei brand come la certificazione AdEthics si applicano già, in pratica, a creator di qualsiasi dimensione.